La passione di Laura Novello: “Scrivere per l’infanzia è una responsabilità”

C’è spazio per le donne nel mondo dell’editoria? E se sì, di che tipo? Sono stati questi i temi approfonditi nel corso della rubrica Libera di Martina Polelli a Radio Eco Vicentino, dedicata all’empowerment femminile e sostenuta da Siggi Group, che ha avuto per ospite la scrittrice per l’infanzia Laura Novello.

Il percorso di Laura Novello nella scrittura non è stato lineare né immediato. Un sogno coltivato fin da bambina, tra diari e racconti, che però ha trovato una forma concreta solo più tardi, dopo studi in economia aziendale e un approccio professionale lontano dal mondo dell’infanzia. “Era il mio sogno di bambina, ho sempre scritto, inventato storie e riempito diari”, racconta. È stata la maternità a riaccendere e ridefinire quella vocazione: la scrittura è diventata uno strumento di relazione con i figli, un gioco condiviso che presto ha coinvolto anche altri bambini. “Scrivere è stato uno strumento per comunicare con mia figlia”, spiega, sottolineando come da quell’esperienza domestica sia nato un percorso più ampio, che ha portato alle prime pubblicazioni e alla crescita professionale.

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Oggi, con titoli come L’enigma della piscina impazzita, Laura Novello rivendica con forza la necessità di una scrittura di qualità, capace di offrire ai giovani lettori un linguaggio ricco e articolato. “Io ho voluto dare qualità di linguaggio e di pensiero”, afferma. In un contesto segnato dalla diffusione dell’intelligenza artificiale e da un consumo sempre più rapido dei contenuti, Novello mette in guardia i lettori e le lettrici: “I lettori devono scegliere: se le nuove generazioni perdono la capacità di articolare il linguaggio, andrà bene sempre tutto”. Da qui l’importanza di recuperare lentezza, silenzio e pazienza, elementi oggi sempre più rari ma fondamentali per sviluppare comprensione e immaginazione.

Nel settore dei libri per l’infanzia non mancano ovviamente le difficoltà. L’editoria contemporanea è infatti un sistema complesso, dove non basta scrivere bene: “Non basta scrivere, c’è tutta la parte della promozione”, osserva Laura spiegando che è necessario promuoversi, affrontare un mercato saturo e fare i conti con la breve durata dei libri sugli scaffali. Tuttavia, “per le donne lo spazio nel mondo dell’editoria non manca”. Uno spazio che si esprime anche nella letteratura per l’infanzia, ambito spesso sottovalutato: “Non sono favolette”, precisa l’ospite di “Libera”, rivendicando la profondità e la complessità di questo settore editoriale. Allo stesso tempo, Laura invita a superare gli stereotipi che confinano le autrici in generi limitati, come il romance: una parte importante del mercato, ma non l’unica possibilità espressiva.

Cinque consigli e suggestioni
A chi desidera intraprendere questa strada, Laura Novello offre una visione concreta e consapevole del mestiere. “Serve una grandissima passione, tanto che che se non scrivi stai male” afferma, ricordando come la scrittura sia prima di tutto un lavoro fatto di disciplina, studio e capacità di inserirsi in un sistema. È anche un percorso lungo, costruito nel tempo tra tentativi e riscritture, in cui è fondamentale mantenere “tenacia e fiducia in quello che si scrive”, senza perdere l’umiltà di chi continua a imparare. Scrivere per i più giovani implica inoltre una responsabilità particolare, perché le storie contribuiscono a formare linguaggi e immaginari. Le categorie editoriali, spesso viste come limitanti, possono invece diventare strumenti utili se non vengono usate per sminuire. Infine, rifiuti, attese e silenzi fanno parte del processo: accettarli è essenziale per crescere e restare nel mestiere, senza lasciarsi scoraggiare.

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