Mozzo: “Sul Tribunale della Pedemontana basta guerre di campanile”

Stop alle divisioni territoriali e alle sfide tra Vicenza e Bassano del Grappa sulla gestione della giustizia locale. È questo il fulcro del forte appello lanciato dal Sindaco di Marostica, Matteo Mozzo, che esorta la politica e gli amministratori veneti a superare i localismi per fare fronte comune sulla questione dell’istituzione del Tribunale della Pedemontana a Bassano.
Secondo Mozzo, che ha diramato un comunicato, il dibattito di questi giorni sta erroneamente trasformando un’esigenza organizzativa in una “guerra tra campanili” che non porta benefici ai cittadini. La richiesta di riaprire il Tribunale di Bassano, spdal suo punto di vista, non va interpretata come uno “scippo” a Vicenza, bensì come una logica conseguenza della crescita demografica ed economica dell’area della Pedemontana, che necessita di servizi pubblici adeguati al proprio sviluppo. “Se un territorio cresce, produce ricchezza, attrae imprese e vede aumentare la popolazione, è naturale chiedere che anche i servizi pubblici evolvano di conseguenza”, sottolinea Mozzo.
Allo stesso tempo, il sindaco di Marostica sottolinea che il potenziamento di Bassano non deve avvenire a discapito di Vicenza. Al contrario, il capoluogo berico “ha bisogno di ulteriori risorse, di personale e di investimenti per continuare a svolgere al meglio il proprio ruolo. Le due esigenze possono convivere e la politica ha il dovere di trovare le soluzioni perché ciò avvenga”, aggiunge.
Mozzo evidenzia con rammarico come nel Nord Italia spesso ci si divida tra territori vicini, a differenza di quanto accade in altre zone del Paese dove le istituzioni fanno squadra per ottenere infrastrutture e investimenti dallo Stato. “In altre parti del Paese accade spesso il contrario: sindaci, amministratori e rappresentanti istituzionali fanno fronte comune per ottenere nuove infrastrutture, nuovi uffici e maggiori investimenti. È un atteggiamento che dovremmo imparare anche noi, mettendo al centro l’interesse delle comunità e non quello dei singoli campanili. Per questo rivolgo un appello a tutti: abbassiamo i toni e lavoriamo insieme. Perché il rischio è che questa sterile contrapposizione finisca per bloccare tutto.
E sarebbe il risultato peggiore possibile”.
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Se la vicenda dovesse concludersi con un nulla di fatto – ovvero senza la riapertura di Bassano né il potenziamento di Vicenza – si tratterebbe di una “sconfitta collettiva”, aggiunge ancora Mozzo. Con una nota di amara ironia, il sindaco conclude avvertendo che l’incapacità di fare squadra rischierebbe di confermare il vecchio stereotipo del territorio veneto popolato di “polentoni”: “bravi a lavorare e a produrre ricchezza, ma incapaci di fare squadra quando c’è da difendere insieme gli interessi del territorio e conquistare servizi migliori per le nostre comunità”.
“Io, invece, – conclude Mozzo – credo che il Veneto meriti di più. Meriti una politica che sappia unire, non dividere. Che sappia rivendicare con forza ciò che serve ai propri cittadini senza trasformare ogni scelta in una guerra tra territori confinanti”. La cittadinanza, insomma, per il primo cittadino di Marostica non chiede vincitori o vinti tra Bassano e Vicenza, ma servizi efficienti e una politica capace di unire e fare squadra.
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