E’ morto Don Mazzi, il fondatore di Progetto Exodus aveva 96 anni

Addio a Don Antonio Mazzi. Sacerdote, educatore, pedagogista, teologo, filosofo, giornalista, scrittore, si è spento a 96 anni uno dei volti più noti del cattolicesimo sociale italiano del secondo dopoguerra. Il fondatore di Exodus, la rete di comunità terapeutiche per tossicodipendenti, se n’è andato così, senza collarino bianco e circondato fino all’ultimo dall’affetto dei suoi ragazzi e degli educatori.
“Don Antonio lascia un vuoto incolmabile. Per oltre quarant’anni ha guidato con dedizione instancabile Exodus – si legge una nota della Fondazione – trasformando la strada in un luogo di rinascita, riscatto e speranza per migliaia di giovani fragili e per le loro famiglie, e ha aperto nuove frontiere in Italia e nel mondo, quello povero, attraverso associazioni e cooperative, portando avanti insieme il grande messaggio di speranza nell’essere umano e nella umanità”. Tutta la comunità di Exodus, si legge ancora, “si stringe nel ricordo e nella gratitudine verso un uomo che ha dedicato l’intera vita all’accoglienza e all’educazione”.
Nato a Verona il 30 novembre 1929, ordinato nella Congregazione dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, ha fatto da subito una scelta: essere prete della strada, accogliendo tutti. La comunità nata negli anni Settanta nel Parco Lambro, allora simbolo del degrado urbano e dello spaccio di droga, è stata un punto di riferimento per migliaia di persone. “Non esistono ragazzini irrecuperabili”, diceva il prete veneto. Un’attività che don Mazzi è stato capace di declinare anche attraverso i mass-media: radio, televisione, pubblicazione di libri. Molti se lo ricorderanno in tv accanto a Mara Venier a “Domenica In” che lo saluta sui social con commozione. “Oggi perdo il mio secondo padre – scrive la conduttrice – Sei stato un ‘prete da marciapiede’ che ha donato amore a tutti!!!!!”.
I funerali si terranno lunedì 3 agosto alle 15 nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano.