A pochi giorni dall’avvio del nuovo sistema di filtraggio obiettivo Zero Pfas raggiunto

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Zero Pfas a Lonigo, a pochi giorni dall’avvio del nuovo sistema di filtraggio messo in funzione la scorsa settimana dall’acquedotto Acque del Chiampo. I valori di tutti i composti perfluoroalchilici e degli isomeri sono scesi infatti al di sotto del limite di quantificazione in pochi giorni. Un risultato importante, registrato nell’impianto di filtraggio di via dell’Artigianato e che è stato verificato dalle analisi dei laboratori Arpav, l’agenzia regionale per l’ambiente.

Finalmente una buona notizia, insomma, sul fronte dell’inquinamento da Pfas. “L’attività svolta da Acque del Chiampo fa parte di un progetto complessivo sulla potabilità cui ha dato impulso il Presidente della Regione” afferma Nicola Dell’Acqua, coordinatore regionale Ambiente e salute e direttore generale Arpav, che ieri ha incontrato Luca Zaia al Dipartimento Arpav di Treviso per illustrargli i dati. “Stiamo effettuando analisi supplementari su tutti gli impianti acquedottistici – aggiunge Dell’Acqua – i risultati raggiunti a Lonigo sono confermati dai dati dei nostri laboratori da venerdì ad oggi. Una tendenza positiva che entro pochi giorni riguarderà tutti gli impianti”. Le azioni adottate dai gestori degli acquedotti, le nuove tecnologie utilizzate e i risultati ottenuti saranno illustrati nel dettaglio nei prossimi giorni.

Il traguardo, aggiunge Acque del Chiampo in una nota, nasce da lontano. Il primo step arriva infatti con l’installazione dei filtri a carbone attivo nei comuni della cosiddetta “zona rossa” che nel Vicentino comprendono Brendola e Lonigo. Nell’agosto del 2013 (Brendola) e nel marzo del 2014 (Lonigo) l’Azienda decise di investire con propri fondi (circa 600 mila euro) filtrando l’acqua a beneficio dei due comuni colpiti per riportare i limiti della presenza dei Pfos e Pfoa entro i parametri fissati dall’Istituto Superiore della Sanità, che aveva sollevato il problema.

Già a partire dai primi mesi del 2016 l’acqua erogata nei due distretti acquedottistici in cui è diviso il comune di Brendola rispettava costantemente i nuovi limiti (ossia Pfos+Pfoa inferiori o uguali a 40 nanogrammi per litro), stabiliti poi dalla Regione Veneto il 3 ottobre scorso per tutti i comuni colpiti. Per quanto riguarda invece il comune di Lonigo, a seguito dell’attività sperimentale avviata il 6 ottobre, come noto, l’acqua addirittura rispetta già l’obiettivo tendenziale di virtuale assenza di sostanze perfluoroalchiliche. Per Dell’Acqua, che è anche coordinatore della Commissione regionale “Ambiente e salute”, Acque del Chiampo è “un gestore di eccellenza che rimane un punto di riferimento ed un collaboratore fondamentale”.

“L’emergenza Pfas è da sempre in cima all’agenda delle priorità – afferma il consigliere delegato di Acque del Chiampo, Andrea Pellizzari – e trattandosi di salute non abbiamo mai atteso che vi fossero fondi ad hoc per la soluzione del problema, anzi ci siamo subito occupati investendo in filtri, attrezzando il nostro laboratorio e mettendo a disposizione della comunità scientifica l’esperienza maturata in questi quattro anni dai nostri tecnici, aggiornando il piano degli investimenti per raggiungere in tempi rapidi le prescrizioni fissate dall’Istituto Superiore della Sanità. Ora che la Regione ha normato in modo ancora più stringente i limiti possiamo solo raccogliere il frutto del nostro, spesso silenzioso ma efficace, lavoro e condividere con i comuni colpiti il raggiungimento dell’obiettivo zero che, fino a poco tempo fa, sembrava solo una speranza. Attraverso le tariffe agli utenti civili e industriali abbiamo finora investito ben oltre 2,5 milioni di euro, senza aver ancora ottenuto aiuti dal Governo nazionale, ma confidiamo arriveranno anche grazie all’aiuto della Regione. La nostra battaglia continua anche con le richieste di risarcimento danni che abbiamo già presentato alla Miteni”.

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