Micia impallinata in giardino. I proprietari: “Regole più severe per la caccia”

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La radiografia fatta a Moca

Era agonizzante davanti al garage di casa, quasi uccisa da decine di pallini penetrati nella zampa posteriore. A Selva di Montebello una gattina color caffe-latte, di nome Moca, è stata bersaglio di una raffica di colpi e si è salvata a stento.

A raccontare quanto accaduto qualche giorno fa sono i proprietari. «Ci siamo trasferiti da poco a Montebello – spiegano Alessandro Lanaro e la compagna Monica – in una casa immersa nel verde, e fino a qualche settimana fa eravamo entusiasti della nuova sistemazione, ma le cose sono iniziate a cambiare con l’apertura della stagione di caccia. Infatti, udire colpi di fucile a distanza ravvicinata e vedere cani da caccia liberi di scorrazzare a ridosso della nostra proprietà era diventata consuetudine, tanto da farci temere per i nostri cinque gatti (tutti sterilizzati), che prevalentemente trascorrono le giornate in giardino ma non disdegnano qualche gitarella “fuori recinto”. Si trattava solo di timori e si liquidava con una risatina ottimista il solo sospetto che delle persone potessero arrivare, per puro divertimento, a sparare ad un gatto a pochi metri dalle case».

Poi il ritrovamento di Moca: «Era completamente immobile davanti al garage, con la zampa destra gonfia e ricoperta di sangue – continua Lanaro –. L’abbiamo subito portata dal veterinario che, a seguito di una lastra, ha confermato che si trattava di un colpo di fucile”.

I proprietari del gatto impallinato sono intenzionati a sporgere denuncia ai carabinieri e nel contempo lanciano un appello: “Si impongano regole severe per impedire che si spari a pochi metri dai centri abitati”.

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