Motori accesi sull’Altopiano: al via il Rally di Asiago tra turismo e sapori del territorio

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Foto Asiago.it

Non solo motori, ma un racconto lungo 260 chilometri tra paesaggi, tradizioni e identità. Scatta domani da Gallio il Rally dell’Altopiano di Asiago, due giorni di “adventouring” che trasformano i Sette Comuni in un grande palcoscenico all’aria aperta, dove la passione per le due ruote incontra la promozione del territorio.

È una prima edizione che si presenta già con numeri significativi e una struttura ben definita: due tappe, per un totale di circa 260 chilometri, distribuiti tra strade asfaltate e tratti sterrati, con una componente fuoristrada che sfiora il 50% del percorso. Il tracciato si snoda nel cuore dell’Altopiano, attraversando boschi, pascoli e strade bianche, con partenza e arrivo a Gallio. Sabato il programma prevede una prima tappa di circa 110 chilometri, con partenza in tarda mattinata e arrivi nel pomeriggio, seguiti da momenti conviviali e musica. Domenica si replica con una seconda tappa di circa 130 chilometri, chiudendo così un itinerario pensato per essere accessibile ma allo stesso tempo coinvolgente.

Non è una gara nel senso stretto del termine, ma una manifestazione turistica su due ruote: niente cronometro, ma GPS e spirito di scoperta. I partecipanti, tutti maggiorenni e tesserati FMI, affrontano il percorso seguendo tracce digitali, con assistenza tecnica e medica lungo il tragitto. Il cuore dell’evento, però, va oltre la dimensione sportiva. Il rally è pensato come un’esperienza immersiva nel territorio, capace di raccontare l’Altopiano nella sua interezza. E non è un caso che accanto alle tappe in moto ci sia uno spazio importante riservato all’enogastronomia. Dopo ore di guida, infatti, il viaggio prosegue a tavola. È qui che l’Altopiano mostra un altro volto: quello dei formaggi di malga, simbolo di una tradizione casearia secolare, del rinomato speck e delle marmellate artigianali. Prodotti che non sono semplici accompagnamenti, ma parte integrante del racconto territoriale, espressione di una cultura legata alla montagna e alla sua stagionalità.

Il rally diventa così una vetrina per l’intero sistema locale: rifugi, malghe, ristoratori e produttori entrano nella manifestazione, contribuendo a costruire un’offerta che va oltre la singola iniziativa sportiva. È un modello sempre più centrale nelle politiche turistiche, soprattutto in contesti come quello dei Sette Comuni, dove il valore aggiunto è dato dall’autenticità dell’esperienza. Anche la scelta dell’Altopiano non è casuale. Gli organizzatori hanno puntato su un territorio capace di coniugare accessibilità e spettacolarità: ampi spazi aperti, panorami d’alta quota e un reticolo di strade ideali per l’adventouring. Un contesto che consente di attirare sia motociclisti esperti sia appassionati alla prima esperienza.

L’obiettivo è duplice: da un lato offrire un evento di qualità agli amanti delle due ruote, dall’altro rafforzare l’attrattività turistica dell’area in un periodo strategico come l’inizio dell’estate. Per l’Altopiano, dunque, non è soltanto un fine settimana di sport. È una prova generale di promozione territoriale, in cui ogni curva racconta un pezzo di storia e ogni sosta diventa occasione per entrare in contatto con una comunità. Alla fine, più che una manifestazione, è un percorso: 260 chilometri che uniscono motori, paesaggi e sapori, restituendo l’immagine di un territorio che sa mettersi in gioco. E soprattutto, sa farsi ricordare.

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