Guerra in Iran, prove di dialogo a Islamabad. Trump: “cambio di regime a Teheran”

Donald Trump vuole prendere il petrolio dell’Iran e potrebbe impadronirsi dell’hub di esportazione dell’isola di Kharg. Lo ha detto in un’intervista al Financial Times. Con l’Iran stiamo negoziando direttamente e indirettamente, ha detto il tycoon sottolineando che è stato concesso il passaggio di 20 navi per lo stretto di Hormuz come gesto distensivo . Oggi – ha aggiunto – ci sono state buone trattative con l’Iran. Trump ritiene che sia stato ottenuto un “cambio di regime”.
Intanto i prezzi del petrolio sono aumentati questa mattina, all’inizio della quinta settimana di contrattazioni dall’inizio della guerra con l’Iran. Il prezzo di un barile di greggio Brent del Mare del Nord con consegna a maggio è salito fino al 4% durante la notte, raggiungendo quasi i 117 dollari.
Diplomazia al lavoro. I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Turchia ed Egitto hanno lasciato la capitale pakistana Islamabad dopo una serie di colloqui di alto livello per trovare una soluzione diplomatica alla guerra in Iran. Secondo Al Jazeera, il ministro degli Esteri e vicepremier del Pakistan, Ishaq Dar, ha ribadito che “dialogo e diplomazia” rimangono le uniche soluzioni praticabili alla crisi del Golfo. Al termine del summit i quattro Paesi hanno chiesto la cessazione immediata delle ostilità, hanno sottolineato l’unità musulmana e hanno espresso sostegno per negoziati strutturati tra Washington e Teheran. A margine dei colloqui, i ministri degli Esteri dei tre Paesi hanno anche incontrato il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif.
Il presidente Usa Donald Trump, ha salutato su Truth Social quello di oggi come un “grande giorno in Iran” dove “molti obiettivi nel mirino da tempo sono stati smantellati o distrutti dal nostro Grande esercito, il migliore e il più letale del mondo”. Le Idf durante una serie di raid aerei su Teheran la scorsa notte, avrebbero colpito diversi siti di produzione di armi iraniani. Sui siti sarebbero state sganciate più di 80 bombe.
Il Qatar condanna con fermezza ”i vili attacchi iraniani” contro infrastrutture chiave in Kuwait. In una nota del ministero degli Esteri del Qatar si condannano in particolare gli attacchi iraniani che ”hanno preso di mira un campo militare, una centrale elettrica e un impianto di desalinizzazione dell’acqua” in Kuwait. Secondo la nota, gli attacchi avrebbero diversi membri delle forze armate e sono contrari al diritto internazionale. Il Qatar ha anche esortato l’Iran a cessare gli “attacchi ingiustificati contro gli stati fratelli”.
La Spagna rafforza la sua posizione contro la guerra. Secondo El Pais, il governo di Madrid oltre a negare l’uso delle basi militari di Rota e Moron ha anche chiuso il proprio spazio aereo agli aerei coinvolti nell’operazione militare contro l’Iran, segnando una posizione di netta distanza dall’intervento di Stati Uniti e Israele. Il divieto riguarda non solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi.