Il sacerdote muore due mesi dopo l’investimento. In lutto la comunità di Magrè

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Il tratto di strada dove è avvenuto l'investimento lo scorso inverno

Più trascorrevano i giorni di lontananza forzata da Magrè, frazione di Schio, più si affievolivano le speranze di riabbracciare don Pietro Ruaro. Non è riuscito a lasciare il suo letto dell’ospedale S. Bortolo e tornare alla comunità di fedeli scledensi il sacerdote di 82 anni che lo scorso 30 gennaio 2018 era stato vittima di un incidente, investito da una Fiat Panda grigia un martedì sera mentre attraversava la strada, complice il buio. A nulla sono valse le cure prestate all’anziano prete, trasferito in più nosocomi nel tentativo di salvargli la vita.

Per quasi sessant’anni, dopo l’ordinazione avvenuta nel 1960, don Pietro ha svolto il servizio facendosi conoscere e apprezzare come parroco in varie località della Diocesi di Vicenza, lasciando un ricordo tangibile tra le altre a Costabissara, per lungo tempo ad Albettone nel Basso Vicentino e infine a Lupia di Sandrigo fino al 2009, dove ridiede vigore all’oratorio parrocchiale, oltre che proprio a Magrè. L’ultima esperienza come testimone della fede, prima di ricongiungersi al Padre, nella città di Schio sua residenza, con le funzioni di collaboratore pastorale.

Proprio a Magrè è avvenuto l’urto tra un’utilitaria in transito e don Pietro, mentre attraversava la carreggiata, urto rivelatosi poi fatale a settanta giorni dall’incidente. Non sono ancora noti data e orari del funerale.

 

 

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