Un paese in lutto per la scomparsa del suo “nonno vigile”

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Nel riquadro Gianni Turra. Sullo sfondo lo stendardo dell'Adosalvi, di cui faceva parte da tempo

“Lascia un vuoto difficilmente colmabile anche per la sua bontà d’animo”. Il riferimento è alla scomparsa di Gianni Turra, un pezzo di storia del paese oltre che un personaggio conosciuto in pratica da tutti visto il suo servizio come “nonno vigile” per vent’anni a Carrè, oltre al suo impegno in varie altre associazioni. A ricordarlo così è il sindaco del comune altovicentino, Davide Mattei. La triste notizia del termine del suo percorso terreno, a causa di una malattia spietata che lo ha aveva messo a dura prova per anni, si è diffusa nel corso della mattinata odierna e numerosi sono i messaggi di affetto dedicati alla famiglia. Gianni Turra aveva 70 anni, il funerale si terrà venerdì alle 15.30 nella chiesa parrocchiale.

Il suo impegno nel volontariato sociale era costante, una volta raggiunta l’età della pensione si era dedicato ancor più agli altri, mettendosi a disposizione dei concittadini e dei bambini. Tutti lo conoscevano e lo salutavano, infatti, come una sorta di “angelo custode” all’uscita da scuola a vegliare su di loro ricoprendo l’incarico di vigile ausiliario. Ora che la paletta è stata riposta, l’angelo di Carrè veglierà da ancora più in alto sugli alunni, in particolare i più piccoli delle primarie. A ricordarlo anche gli amici e membri dell’associazione donatori del sangue dell’Altovicentino e del comitato gemellaggio con il piccolo comune francese di Compans (di cui era membro da 15 anni) a testimonianza della sua abnegazione per il territorio. Il nonno, stavolta di due nipotini, lascia nel dolore in particolare la moglie Teresiana e i figli Ilenia e Sandro.

Anche il vicesindaco di Carrè, Valentina Maculan, ha espresso il suo dolore. In qualità di assessore al sociale e alla cultura conosceva da vicino Gianni Turra, attivo forse come nessun altro tra gli anziani nella vita del paese. “E’ sempre andato oltre al semplice volontariato – lo ricorda con commozione -, aveva un modo unico di interfacciarsi con le persone: con estrema gentilezza, con un sorriso per tutti. Un modo di relazionarsi alla gente che lo rendeva davvero un uomo speciale, con la vocazione del dono. Ha fatto davvero del bene per Carrè e per lungo tempo”.

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