Corradini sul podio nazionale nella gara di Diritto Internazionale Umanitario

Un traguardo straordinario per il Liceo Statale Corradini di Thiene con sei studenti della terza Csa (Scienze applicate) che dopo aver sbaragliato la concorrenza alla fase regionale, hanno conquistato il terzo posto nella finalissima nazionale della gara di Diritto Internazionale Umanitario (DIU), organizzata dalla Croce Rossa Italiana. La competizione si è svolta a Roma il 16 e 17 maggio e ha visto sfidarsi 19 squadre vincitrici delle rispettive selezioni regionali. I sei ragazzi di Thiene, Anna Galavotti, Emma Frigo, Giulia Bianco, Matteo Zaltron, Pietro Vasetti e Zyad Mahmoud, sono arrivati dopo Lombardia e Piemonte, dimostrando competenze d’eccellenza in una materia complessa e attuale.
Le prove riguardavano i fondamenti del Diritto Internazionale Umanitario contenuti specialmente nelle Convenzioni di Ginevra del 1949 e nei due Protocolli aggiuntivi del 1977: la protezione di civili, feriti e prigionieri di guerra; i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione; la tutela dei rifugiati e dei beni culturali, il ruolo dei tribunali internazionali e l’azione umanitaria della Croce Rossa nei conflitti armati. La gara nazionale era strutturata in 7 fasi, individuali e di gruppo, che richiedevano conoscenze approfondite e capacità di applicare tali concetti per affrontare quiz, giochi di ruolo e simulazioni.

“Abbiamo dovuto monitorare la situazione all’interno di una prigione di guerra nei panni di delegati internazionali di Croce Rossa, gestire l’accoglienza di un rifugiato politico in Italia e persino trasformarci nella giuria della Corte Penale Internazionale per giudicare un potenziale crimine di guerra”, raccontano i ragazzi. Oltre alle simulazioni, la due giorni romana è stata arricchita da laboratori e giochi di ruolo dedicati a temi cruciali: la tutela dei civili, il cambiamento climatico, il disarmo nucleare, la protezione della sanità in guerra e i sette principi cardine della Croce Rossa.
Per i giovani protagonisti si tratta di “Un’esperienza di grande valore civile”. E al di là della medaglia di bronzo, a rendere indimenticabile la trasferta nella Capitale è stato infatti il valore umano dell’esperienza che ha messo a contatto diretto con dinamiche geopolitiche e umanitarie ha reso concreto un tema spesso percepito come distante, ha consentito lavoro di squadra e ha permesso di affinare le capacità di ragionamento collettivo e di problem solving sotto pressione. “Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto, che rispecchia l’impegno messo in campo da ognuno di noi – spiegano i ragazzi della 3aCSA – È stata un’esperienza formativa di grande valore civile e umano, che ci ha aiutato a ottenere una maggiore consapevolezza sui conflitti contemporanei e sul ruolo cruciale delle organizzazioni umanitarie”.
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