Medico di famiglia indagato per truffa ai danni del servizio sanitario: beni sequestrati

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E’ indagato per il reato di truffa aggravata un medico di medicina generale vicentino: la guarda di finanza gli ha sequestrato denaro e un bene immobile per un totale di 75 mila euro. A dare esecuzione  al provvedimento di sequestro preventivo sono stati i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle vicentine. Il provvedimento, a carico di Roberto Dogana, medico di 67 anni – residente a Castelgomberto e attivo professionalmente anche a Arzignano, Cornedo, Schio e Marostica – la cui attività era convenzionata con il servizio sanitario nazionale, è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Vicenza.

Si tratta del risultato di una articolata indagine che aveva il fine di tutelare la spesa sanitaria e le entrate fiscali. Le investigazioni sul conto del professionista, che esercita anche l’attività libero professionale nel settore della medicina dello sport, sono state sviluppate attraverso un’ispezione fiscale ed una verifica sul rispetto, da parte dell’indagato, dell’Accordo Collettivo Nazionale che la disciplina i rapporti con i medici di medicina generale.

Le indagini avrebbero fatto emergere come il medico negli anni dal 2013 al 2016, senza possederne i requisiti, abbia percepito indebitamente compensi dal Servizio Sanitario Nazionale per oltre 75 mila euro, relativi anche alla quota associativa per la medicina di gruppo. In sostanza, in quanto medico di medicina generale convezionato con il servizio sanitario, il professionista non poteva superare un limite di cinque ore settimanali di libera professione in forma privatistica: avendo però superato tale limite, quanto percepito dal servizio sanitario nazionale costituisce, secondo i militari della finanza, il frutto di una truffa.

La ricostruzione effettuata dalle fiamme gialle sotto la direzione della procura della Repubblica, è stata valutata pienamente attendibile dal giudice nel provvedimento di sequestro ed ha permesso di assicurare alle pretese dell’Erario circa 37 mila euro presenti in due conti correnti e un appartamento di Valdagno, il cui valore catastale è stato stimato in 63 mila euro.

L’indagine si è sviluppata facendo leva sulle funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata condotta – tanto sotto il profilo amministrativo-tributario quanto sul versante della tutela della spesa pubblica – nella prospettiva di assicurare all’erario ed alla giustizia, attraverso il sequestro preventivo del patrimonio del professionista, le somme e i beni suscettibili di confisca.

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