Ospedale, fumata nera dall’incontro sindaci-Ulss-Regione. Nuovo round a metà luglio

Sono insoddisfatti, i sindaci della valle dell’Agno, dopo l’incontro di questa mattina in videoconferenza con la Regione. Al centro della discussione la prospettata chiusura del Punto Nascita e più in generale il futuro dell’ospedale San Lorenzo di Valdagno. Temi sui quali l’incontro si è concluso con un nulla di fatto e un rinvio del confronto a metà luglio.
L’incontro si è tenuto questa mattina in Municipio a Valdagno, dove erano presenti i sindaci Dario Tovo (Brogliano), Davide Dorantani (Castelgomberto), Francesco Lanaro (Cornedo Vicentino), Armando Cunegato (Recoaro Terme), Davide Faccio (Trissino) e Maurizio Zordan (Valdagno) e il direttore dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs. Per impegni concomitanti non hanno potuto partecipare, invece, i sindaci Omar Trevisan (Altissimo) ed Elisa Ferrari (Crespadoro). Dall’altra parte del monitor, l’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa e il direttore generale Giancarlo Ruscitti.
“Un confronto franco e trasparente, ma dal quale non usciamo soddisfatti – sottolinea Maurizio Zordan, a nome dei sindaci -. Come stiamo facendo dal 3 giugno, quando abbiamo scoperto dalla stampa la presa d’atto da parte della Regione della chiusura del punto nascita, abbiamo chiesto in maniera unitaria che questa decisione venga rivista e sia data un’ulteriore proroga, come avvenuto negli scorsi anni in considerazione delle caratteristiche del nostro territorio, e a maggior ragione oggi tenendo presenti anche le tempistiche di apertura del futuro ospedale di Montecchio”.
I sindaci hanno anche ribadito quanto sia importante il San Lorenzo come presidio per la salute e la sicurezza delle comunità della valle dell’Agno: “Questo ospedale – aggiunge Zordan – è un punto di riferimento per l’intera valle e la mobilitazione della popolazione di questi giorni, come avvenuto anche in passato, ne è la più chiara testimonianza. Chiediamo che si investa sul San Lorenzo per potenziarlo, anche in risposta ai nuovi bisogni emergenti e in una visione che abbia come orizzonte almeno i prossimi dieci anni. Si può scegliere se chiudere i reparti o investire per potenziarli: chi fa questa scelta deve anche assumersene la responsabilità”.
“Al momento non abbiamo avuto risposte soddisfacenti – conclude Zordan -. Con l’assessore Gerosa e il direttore dell’Ulss Assembergs abbiamo quindi fissato un nuovo incontro per il 15 luglio. Come sindaci continueremo a chiedere che si investa perché il San Lorenzo rimanga un polo di servizi accessibili ed efficienti: in quell’occasione vogliamo avere risposte chiare e precise sulla volontà di potenziare il nostro ospedale”.
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