Contro l’inquinamento “stretta” della Provincia sui diesel e i veicoli commerciali

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Auto accese in fila producono smog e pm10

Le Pm10 sono ancora in “sordina”, a livelli bassi a Vicenza e in provincia. Ma in attesa che i valori schizzino alle stelle e rendano l’aria irrespirabile, come ogni inverno, la Provincia ha deciso di giocare d’anticipo sulle polveri sottili: dal primo ottobre in caso di sforamento per più di 10 giorni i divieti di circolazione nei centri con più di 30mila abitanti saranno validi anche per i mezzi diesel euro 4, privati e non, e i veicoli commerciali a benzina euro 3. Di seguito, tutte le indicazioni valide dal 1 ottobre.

Le centraline di rilevazione dell’Arpav in provincia – nel quartiere Italia e ai Ferrovieri a Vicenza, oltre che il punto di rilevamento di Schio – negli ultimi dieci giorni hanno indicato valori bassi, sotto i 50 nanogrammi per metro cubo di Pm10. Una situazione quindi buona e non allarmante. Ma è facile prevedere che nelle prossime settimane, come ogni autunno alla ripresa delle attività, i valori cresceranno. La Provincia, anche guardando all’accordo di programma per misure di contenimento sottoscritto fra il governo e le Regioni della pianura padana (Veneto compreso) ha disposto una serie di misure che saranno valide dal 31 ottobre al 31 marzo 2019. Misure che “non sono più rinviabili” avverte la presidente della Provincia, la sindaca di Costabissara Maria Cristina Franco, che ha presentato la bozza di ordinanza provinciale in un incontro partecipato da sindaci, Arpav e aziende sanitarie. Il provvedimento prevede limitazioni al traffico nei centri storici ma anche contributi per la sostituzione dei veicoli obsoleti, divieti di combustione all’aperto (falò e pure barbecue) e divieti di installazione di generatori a biomassa con classe inferiore a 3. Si adottano misure diverse in base a 3 livelli di emergenza: verde, arancione e rosso.

Livello Verde. E’ la situazione normale, “nessuna allerta”, con superamento del livello di meno di 50 nanogrammi di pm 10 per metro cubo entro i 3 giorni consecutivi. Le misure riguardano tutti i Comuni eccetto quelli della fascia montana: obbligo di spegnimento dei motori nei veicoli fermi, al semaforo e ai passaggi a livello, divieto di bruciare ramaglie, riduzione delle temperature interne a 19 gradi (sono escluse le strutture sanitarie). E poi i divieti di circolazione: nei centri con più di 30mila abitanti (Vicenza, Schio e Bassano) sono vietate nei giorni feriali – con orario 8.30-12 e 15-18.30 – i ciclomotori a due tempi classe 0 e le auto a benzina di classe euro 0 e 1 (antecedenti al 1995), le auto a diesel da euro 0 a euro 2 (antecedenti al 1999). Al bando, poi, gli impianti di riscaldamento a legna o pellet inferiori a 3 stelle, se nelle stesse case ci sono impianti termici a gas o metano.

Livello Arancione. Scatta quando il valore di 50 nanogrammi viene superato per 4 giorni di seguito. Una novità di quest’anno è che, con questo livello, vengono vietati anche barbecue e fuochi d’artificio. I limiti per la circolazione sono ampliati anche ai festivi: divieto anche per i motocicli euro 0, le macchine a benzina (private) euro 0 ed euro 1, auto a diesel (private e non) fino all’euro 4 (quindi costruite fino al 2008), auto a benzina utilizzate da aziende fino all’euro 3 (cioè prodotte fino al 2006).

Livello Rosso. E’ la massima allerta, scatta dopo 10 giorni di sforamento del valore di 50 nanogrammi. Per gli impianti di riscaldamento domestico vige il divieto di utilizzo di apparecchi sotto le 4 stelle (pellet compreso) se in casa ci sono anche riscaldamento a gpl o metano. Quanto alle auto, la stretta per i diesel (privati e non) si conferma fino all’euro 4 nei centri oltre i 30mila abitanti dalle 8.30 alle 18.30, come pure per i veicoli commerciali a benzina fino alla classe euro 3. Per le auto commerciali a benzina il divieto vige nella fascia 8.30-12.30.

“E’ fondamentale – conclude la presidente Franco – che tutti, anche i cittadini facciano la loro parte. C’è bisogno di una educazione ambientale concreta, siamo tutti coinvolti. Pulire la caldaia, tenere le temperature nei limiti non sono vessazioni ma cura della propria salute”.

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