Lotta al degrado: scure del Comune per sei bar, negozi e call center del “quadrilatero”

A Vicenza il nuovo anno si apre con una stretta ai locali al centro di situazioni di degrado. Sono infatti sei le ordinanze firmate dal sindaco Giacomo Possamai nei confronti di altrettanti bar, negozi di vicinato e call center a cui vengono intimate chiusure anticipate e divieto di vendita di alcolici.
I provvedimenti scattano per porre fine a problematiche di ordine pubblico rilevate in più occasioni dalla polizia locale in collaborazione con l’ufficio commercio del Comune, tenuto conto anche dell’obbligo di vigilanza che i gestori dei locali devono garantire sul comportamento dei propri clienti.
Le ordinanze solo la conseguenza dell’attività di controllo della polizia locale, che nel corso del 2025 ha effettuato 110 operazioni antidroga e antidegrado nel Quadrilatero e nelle zone limitrofe, 95 delle quali con esito positivo, arresti e denunce. In seguito all’istituzione della cosiddetta “zona rossa”, sono stati peraltro osservati spostamenti delle persone dedite allo spaccio e dei consumatori, con assembramenti di soggetti spesso aggressivi nelle vicinanze o all’interno di locali che forniscono bevande alcoliche a prezzi convenienti e vengono utilizzati come luogo di ritrovo.
“Il commercio – ha ricordato il sindaco Giacomo Possamai annunciando i provvedimenti – è fondamentale per far vivere le città, ma gli esercizi che favoriscono situazioni di degrado vanno sanzionati, a favore della vivibilità dei quartieri e della qualità della vita dei cittadini. Interveniamo con chiusure anticipate e divieti di vendita di alcol per sei attività della zona del Quadrilatero e di San Felice: un numero inferiore rispetto alle otto attività colpite lo scorso anno, alcune delle quali hanno poi chiuso definitivamente. La situazione è quindi in miglioramento grazie al grande lavoro della polizia locale e dell’ufficio commercio, ma continueremo a perseguire chi non rispetta le regole”.
“Trattandosi di problemi che nascono il più delle volte al di fuori dei locali – ha aggiunto l’assessora al commercio Cristina Balbi – con molti gestori del territorio abbiamo costruito una sinergia positiva per contrastare insieme fenomeni che danneggiano tutti. Laddove però non c’è stata la sufficiente collaborazione siamo intervenuti con provvedimenti mirati, nella speranza che le limitazioni adottate possano far rientrare le situazioni di disturbo della cittadinanza”.

Le sei attività oggetto di restrizioni si trovano in corso Santi Felice e Fortunato, via Firenze, via Torino, via Gorizia e viale Milano. Tre locali hanno già avuto provvedimenti di chiusura o di limitazione delle vendite di alcolici, mentre altri tre sono realtà nuove a questo tipo di restrizioni. Nessun nuovo provvedimento è stato preso nei confronti di altri esercizi colpiti da analoghi provvedimenti lo scorso anno perché i controlli eseguiti dalla polizia locale hanno escluso ulteriori criticità.
Nel dettaglio, per un bar di corso Santi Felice e Fortunato già oggetto di restrizioni e chiusure, il sindaco ha disposto per 60 giorni il divieto di vendere bevande alcoliche dalle 14 e la chiusura anticipata alle 18, a causa del permanere di persone pericolose per la sicurezza e l’ordine pubblico.
Anche a un negozio di vicinato di via Firenze già oggetto di restrizioni è stato prescritto il divieto di vendere bevande alcoliche dalle 14, in questo caso per 30 giorni, soprattutto in seguito a controlli dei Nos che hanno registrato la presenza di persone dedite allo spaccio che acquistano birra nel locale e la consumano sul posto, disturbando i passanti.
Sempre in via Firenze, un call center dovrà chiudere anticipatamente alle 18 per 30 giorni ed esporre un cartello in cui viene scritto che nell’esercizio non si vendono alcolici: davanti all’attività gli agenti hanno infatti rilevato la sosta di gruppi numerosi di persone che consumano birra ostacolando il passaggio dei pedoni.
Più articolati i divieti disposti per 30 giorni nei confronti di un esercizio di vicinato di via Gorizia, già oggetto di restrizioni in passato: il perdurare della presenza dentro e fuori l’attività di persone note per essere dedite allo spaccio che si riforniscono di bevande alcoliche ha fatto scattare il divieto di vendita di alcol dalle 14, la chiusura del negozio dalle 13 alle 14 e a partire dalle 17.
Per un esercizio commerciale di via Torino, mai sanzionato prima, è stato disposto per 30 giorni il divieto di vendita di alcol, con l’obiettivo di per scoraggiare gli assembramenti di persone moleste nella zona.
Infine, per un negozio di vicinato e call center di viale Milano che fino ad oggi non era stato oggetto di restrizioni, sono stati decisi per 30 giorni il divieto di vendita di alcolici dalle 14 e la chiusura dalle 18.
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