Sei biglietti per Tokyo dall’atletica vicentina. Sfuma il sogno olimpico per le saltatrici in lungo

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Roma, 31/05/2018 Golden Gala Pietro Mennea, Diamond League 2018 - foto di Giancarlo Colombo/A.G.Giancarlo Colombo

La squadra azzurra di atletica leggera indossa la tuta di rappresentanza con il marchio dei cinque cerchi olimpici e prenota il volo per Tokyo 2020. Con un anno di ritardo a causa della pandemia di Covid-19 e una pattuglia saranno sei i portacolori vicentini in rampa di decollo. Tra tre settimane gli atleti “nostrani” Laura Bellò, Federica Del Buono, Elena Vallortigara e Johanelis Herrera tra le donne, e Matteo Galvan ed Eyob Faniel Ghebrehiwet tra gli uomini, tenteranno di conquistarsi una medaglia indossando l’azzurro.

Sono questi i nomi dei vicentini qualificati e convocati dalla Fidal e dal Coni per il viaggio in terra nipponica, tra i 76 componenti complessivi della truppa Italia. Niente da fare, invece, per la saltatrice in lungo Laura Strati. La cassolese ha sfiorato il pass olimpico messo in palio dal ranking internazionale. Rimangono così a casa, salvo sorprese dell’ultim’ora, le due migliori specialiste italiane della pedana, visto il forfait dell’astro nascente Larissa Iapichino – lei con già in tasca la misura limite – , infortunatasi proprio nel corso del duello recente per il titolo nazionale femminile che ha visto la figlia d’arte prevalere per appena 2 cm sulla vicentina: 6,42 metri contro 6,40.

Il sestetto in partenza per Tokyo si cimenterà nelle prove che attende ciascuno degli atleti a partire dal 30 luglio, per una settimana. Gli unici due maschi convocati si cimenteranno in pista nella maratona individuale (Faniel, Fiamme Oro Padova) e nelle staffette 4×400 (Galvan, Fiamme Gialle). Il mezzofondista e maratoneta 29enne nato in Eritrea e cresciuto a Bassano dppo il ricongiungimento familiare si è guadagnato una chance importante dopo gli ultimi anni a buoni livelli, con la conquista di primati nazionali nella maratona e nella mezza maratona. Per la carriera dell’esperto velocista Matteo Galvan è seconda partecipazione alle Olimpiadi, dopo Rio de Janeiro 2016. Correrà due staffette.

Tre gare individuali per altrettante atlete e una di squadra solo per Johanelis Herrera Abreu (Aeronautica), la vicentina d’adozione che dopo i Mondiali di Doha inserita nel team che compone il quartetto azzurro della 4×100 femminile. Per la 26enne di origini dominicane, che vive e si allena a Vicenza, convocazione attesa con le migliori sprinter italiane. A salire sulla distanza la prova sui “suoi” 800 metri per la beniamina di Villaverla Elena Bellò (Fiamme Azzurre), si raddoppiano (quasi) i giri dell’anello per Federica Del Buono (Carabinieri), in pista per 1.500.

A chiudere la sestina vincente è la più esperta tra tutte: la scledense Elena Vallortigara (Carabinieri), che già un anno fa conquistò il pass olimpico – con un ottimo 1,96 – prima di affrontare un 2021 tribolato tra infortuni e imprevisti, si è rimessa in pedana in extremis superando un serio problema muscolare. Proverà a migliorarsi e a stupire a 31 anni ancora da compiere a settembre, forte di un record personale di 2.02 nel salto in alto.