Al via il bacino di laminazione sull’Onte: “Opera decisiva per la sicurezza di Vicenza”

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Vicenza conosce bene la vulnerabilità dei suoi corsi d’acqua. Le piene del Bacchiglione e del Retrone hanno segnato la città più volte, con episodi come quelli del 2010 e del 2012 che misero in ginocchio interi quartieri e portarono a milioni di euro di danni, ricordando quanto la prevenzione idrogeologica sia una necessità e non un’opzione. In questo quadro si inserisce il nuovo bacino di laminazione dell’Onte, un tassello atteso da oltre vent’anni.

Sono partiti infatti oggi, in via Vigo a Sovizzo, i lavori per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Onte, intervento di compensazione idraulica legato alla linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Verona–Padova. L’invaso, progettato per contenere 550mila metri cubi d’acqua, sarà completato entro due anni e rappresenta uno dei principali interventi per la messa in sicurezza del bacino del Retrone. All’avvio del cantiere erano presenti il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai, il consigliere delegato all’alta velocità Angelo Tonello, i sindaci di Sovizzo Matteo Forlin, di Altavilla Vicentina Rossella Zatton, di Creazzo Carmela Maresca, oltre ai tecnici del consorzio Iricav Due, incaricato della realizzazione.

“Finalmente è arrivato l’avvio dei lavori per la realizzazione del bacino di laminazione sul torrente Onte a Sovizzo – ha dichiarato Possamai – l’Onte è un affluente del Retrone, il fiume che in questi anni ha destato maggiore allarme in città, pertanto un invaso di tale capacità sarà molto importante per proteggere Vicenza e i comuni a nord ovest lungo il percorso del fiume”. Il sindaco ha però ricordato che l’opera, da sola, non basta: “Serve anche il bacino sulla Dioma, l’altro affluente principale del Retrone, già nella programmazione regionale ma non finanziato, e un canale scolmatore sul Retrone, ipotizzato dall’ex presidente della Regione Zaia a seguito degli eventi alluvionali del 2024 ma per il quale attualmente non esiste un progetto. Solo così la città risulterà realmente protetta dai fenomeni alluvionali”.

Il consigliere delegato alle grandi infrastrutture Angelo Tonello si è soffermato invece sulla lunga gestazione dell’opera: “L’idea del bacino sull’Onte nasce nel 2003 con il piano della Regione per la messa in sicurezza di Vicenza e hinterland; nello stesso piano era previsto anche il bacino sulla roggia Dioma. Successivamente il bacino dell’Onte è stato inserito tra le opere di compensazione per la Tav”. Un tema d’urgenza che non può essere parcheggiato ancora a lungo: “Confidiamo ora in una rapida esecuzione dei lavori per metterlo in funzione il prima possibile, perché in gioco c’è la sicurezza idraulica di un vasto territorio. Il suo costo è di circa 8,8 milioni di euro – chiosa Tonello – ma la spesa per riparare ai danni di un’alluvione sarebbe almeno dieci volte più alta. Non c’è più tempo da perdere”. L’avvio del cantiere di Sovizzo segna dunque un passo avanti concreto, atteso da anni. Ora la sfida sarà però rispettare i tempi e completare l’intero sistema di difesa, perché la sicurezza idraulica di Vicenza non può più permettersi rinvii. E il tempo, come ricorda l’antico adagio, non ha padroni.

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