Maltempo: “Sbloccate i fondi o chiuderemo i ponti”. Sindaci imbufaliti col Governo

“Sbloccate i fondi o al prossimo nubifragio chiuderemo i ponti della vallata e la colpa sarà del Governo!”. Sono inbufaliti i sindaci della valle dell’Agno e di Arzignano, riuniti oggi per lanciare da Valdagno il loro grido e una richiesta di aiuto ai politici che dovrebbero rappresentare il territorio. E sono tanti rappresentanti istituzionali hanno risposto all’appello e sono pronti a una nuova azione unitaria.

Obiettivo condiviso, senza bandiere o differenze politiche, è farsi carico della richiesta che venga sbloccata con urgenza la quota rimanente dei contributi previsti per le opere di messa in sicurezza e sistemazione dei danni provocati dalla drammatica ondata di maltempo del 17 aprile dell’anno scorso. Fermo a Roma, per inciso, c’è ben il 90% di quanto dovrebbe arrivare nel Vicentino per le opere previste. A fronte di danni per quasi 40 milioni di euro, infatti, a più di un anno di distanza ne sono stati messi a disposizione del territorio solo 3,75 milioni.

Si sentono lasciati soli a combattere questa battaglia, i sindaci i cui comuni sono stati colpiti da quella forte ondata di maltempo che provocò anche due vittime. E i soldi servono per mettere in sicurezza il territorio ma anche ad evitare che, con la crisi climatica in atto, succeda di nuovo. Durissimi tutti sindaci, da quello di Valdagno Maurizio Zordan a quello di Trissino Davide Faccio. A Recoaro, a fronte di 3 milioni di danni sono arrivate solo briciole: 180mila euro. E i sindaci sono costretti a usare fondi che erano destinati ad altro. Nelle scorse settimane gli enti hanno infatti ricevuto solo una prima tranche di contributi, pari a circa il 10% dell’importo complessivo dei danni riconosciuto e stimato in 39,2 milioni di euro, ma, come ribadito dai sindaci nell’incontro, “abbiamo bisogno di tempi certi e garanzie che venga destinata con urgenza anche la quota rimanente per sostenere e realizzare gli interventi di cui il nostro territorio ha assoluto bisogno”.

Da qui l’invito da parte dei sindaci Riccardo Masiero (Arzignano), Dario Tovo (Brogliano), Francesco Lanaro (Cornedo Vicentino), Armando Cunegato (Recoaro Terme), Davide Faccio (Trissino) e Maurizio Zordan (Valdagno) a fare squadra anche a seguito della notizia, confermata durante l’incontro, che è imminente la proroga dello stato di emergenza e che sono in fase di programmazione per le prossime settimane nuove ricognizioni nel territorio da parte dei funzionari del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale per la verifica dei danni. “Questo è il momento in cui abbiamo ancora bisogno dell’aiuto di tutti i rappresentanti istituzionali” hanno aggiunto i sindaci: “Abbiamo bisogno di risposte concrete, veloci e chiare – hanno detto -. Ci servono certezze per poter intervenire nei tanti punti che ancora aspettano le opere di sistemazione e dobbiamo farlo prima che nuovi eventi possano peggiorare la situazione. Non solo. Abbiamo diversi ponti con pile in alveo che hanno bisogno di lavori e che rischiamo di trovarci costretti a chiudere in caso di allerte”.

All’incontro, ospitato nella sede della Protezione Civile Valle Agno, hanno partecipato l’assessore regionale Marco Zecchinato, i parlamentari Erik Pretto e Maria Cristina Caretta, il vicepresidente del Consiglio regionale Francesco Rucco, i consiglieri regionali Alessia Bevilacqua, Carlo Cunegato, Antonio Dalla Pozza, Chiara Luisetto, Jacopo Maltauro, il presidente della Provincia Andrea Nardin e il consigliere provinciale delegato alla protezione civile Alberto Bertoldo. Il presidente del Consiglio regionale Luca Zaia ha inviato una comunicazione per manifestare supporto alle istanze del territorio.

Maltempo del 17 aprile, avviata la ricognizione dei danni a privati e imprese

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