Folla per l’addio a Davide Rebellin. La rabbia di Simoni: “Si fermi la strage dei ciclisti”

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Duomo gremito questa mattina a Lonigo per l’ultimo saluto all’ex campione di ciclismo Davide Rebellin, travolto da un tir guidato da un camionista-pirata lo scorso 30 novembre mentre si allenava a Montebello Vicentino. La salma è arrivata sul sagrato alle 9 e mezza. Dentro, a fianco dell’altare, la maglia della sua squadra e la sua foto.

Prima della messa, parenti, amici e autorità hanno letto alcuni messaggi. Rabbia e dolore è stata espressa, in particolare dall’amico e collega Gilberto Simoni: “Lo Stato non tutela chi va sulle due ruote”. Ai funerali di Rebellin la rabbia e il dolore di Gilberto Simoni: “Qualcuno fermi questa strage”. L’ex campione di ciclismo e amico ricorda che in Italia c’è “quasi un morto al giorno in bicicletta. Una situazione non degna di un Paese civile”.

Presenti in duomo anche gli ex colleghi di Rebellin: Filippo Pozzato, Marino Basso, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci. Fuori dalla chiesa, l’ultimo lungo applauso prima dell’ultimo viaggio, verso il cimitero di Madonna di Lonigo, dove il campione riposerà vicino al padre.

Il sindaco di Lonigo, Pierluigi Giacomello, ha chiesto “una giustizia rapida e efficace”: il camionista tedesco che investito Rebellin e che già in passato si era reso protagonista in Italia di altre azioni rischiose sulla strada, lo scorso 30 novembre si era fermato, era sceso, aveva visto Rebellin esanime a terra ed era ripartito, finendo le sue consegne e tornando poi in Germania.

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