“Il corpo ci parla, impariamo ad ascoltarlo”: la salute della donna secondo Laura Moroni

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La salute è spesso qualcosa che diamo per scontato, almeno fino a quando non compare un sintomo che rompe l’equilibrio. Un dolore ricorrente, un malessere improvviso o un disturbo persistente possono spingerci a cercare nuove risposte. Proprio da questa riflessione prende avvio la nona puntata di “Libera – senza pregiudizi, al passo con il cambiamento” la rubriche che grazie a Siggi Group Radio Eco Vicentino dedica all’empowerment femminile. Ospite della rubrica di Martina Polelli, la dottoressa Laura Moroni, medico chirurgo e agopuntrice che ha parlato di salute della donna e strumenti di cura, raccontando come l’agopuntura possa aiutare a comprendere i segnali del corpo e ritrovare equilibrio.

Laura Moroni ha spiegato come l’incontro con la medicina tradizionale cinese abbia rappresentato una vera svolta nella sua vita professionale, infatti ciò che l’ha colpita maggiormente è il modo di pensare analogico e sistemico, molto diverso dall’approccio lineare tipico della medicina occidentale. Secondo questa visione, ogni elemento del corpo è collegato ad altri aspetti della natura e dell’equilibrio dell’organismo. Spesso si può arrivare al benessere con calma, imparando a capire meglio come funziona il proprio corpo e utilizzando strumenti semplici per ristabilire l’equilibrio.

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Più nel dettaglio, la tecnica dell’agopuntura non si limita a trattare un sintomo isolato, ma cerca di ricostruire l’equilibrio complessivo della persona. “Spesso un disturbo apparente come un mal di testa – ha precisato – può essere collegato ad altre disfunzioni dell’organismo. Molti miei pazienti con il tempo hanno imparato a conoscere meglio il proprio corpo e ad individuare i segnali che indicano uno squilibrio. L’obiettivo dell’approccio integrato è proprio questo: aiutare il corpo a ritrovare il proprio equilibrio in modo naturale e graduale”.

Secondo l’esperta di medicina tradizionale cinese questo approccio permette di comprendere meglio l’origine dei disturbi. Un sintomo, infatti, può essere solo la manifestazione visibile di uno squilibrio più profondo. Per esempio, un mal di testa potrebbe avere origine da problemi digestivi o da altri fattori che non vengono immediatamente percepiti dal paziente. Secondo Moroni, in questo senso, l’obiettivo dell’agopuntura non è soltanto eliminare il sintomo, ma aiutare il corpo nella prevenzione e nel riequilibrio generale del corpo.
Un altro tema trattato durante la puntata riguarda il linguaggio con cui si descrive la malattia. Parole come “esagerata”, spesso utilizzate per minimizzare il dolore altrui, possono trasformarsi in giudizi che ostacolano la comprensione del problema.
Per la dottoressa Moroni la risposta è semplice ma fondamentale: ascoltare.
Ascoltare i pazienti ma anche imparare ad ascoltare se stessi, perché il corpo, quando qualcosa non funziona, manda sempre dei segnali.
“Se sentiamo che qualcosa non va – ha spiegato – vale sempre la pena approfondire. Il corpo ci sta parlando. Un invito alla consapevolezza che rappresenta il primo passo verso un percorso di cura più completo e rispettoso dell’equilibrio della persona”.

La salute della donna: una visione integrata
Il benessere femminile, insomma, non è la semplice assenza di malattie, ma un equilibrio dinamico che poggia su cinque pilastri fondamentali. Il primo è l’ascolto: imparare a interpretare i segnali sottili del corpo non è un esercizio passivo, ma un atto di responsabilità verso se stesse. Questo dialogo interiore permette di intervenire prima che il disagio si strutturi.
Un approccio moderno alla cura deve poi superare i pregiudizi: le medicine non sono in competizione. Integrare diverse metodologie non significa sostituire la scienza ufficiale, ma costruire un percorso multidisciplinare cucito su misura per la paziente. Questo perché la salute va intesa come un sistema interconnesso: dolore, sonno e digestione sono legati tra loro e ogni alterazione riflette uno squilibrio più ampio.
Tuttavia, nessuna cura può prescindere dalla partecipazione attiva. La salute non è qualcosa che si riceve, ma un processo che richiede il coinvolgimento consapevole di chi lo vive. Infine, occorre dare dignità all’invisibile: un dolore cronico, anche se non mostra segni esterni, logora la persona e i suoi legami. Validare un sintomo significa prendersi cura non solo di un corpo, ma della qualità della vita e delle relazioni che lo sostengono.

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