Generazione Z – Viaggiare è vivere due volte. Episodio 4: Praga, tra il gotico e la Moldava

30 luglio 2020

Le quattro ore di treno scorrono via veloci, verso le 11 sono a Praga, capitale dell’unico paese senza euro che mi appresto a visitare, perciò si presenta il problema del cambio, con me ho pochi contanti e il bancomat: prelevare non se ne parla (mi “mangiano” al tesso di cambio) e farsi cambiare il contante non ci penso per lo stesso motivo: spero solo che ci siano i POS nel caso dovessi acquistare qualcosa, ma scoprirò ben presto che non è sempre il caso. Esco dalla stazione dei treni e la prima cosa che noto è chiaramente il cambiamento di lingua parlata, ha suoni molto simili al serbo, ma comunque non ci capisco una cippa. Vengo subito approcciato da qualche spacciatore e uno addirittura inizia a urlarmi qualcosa nella sua lingua: penso che volesse vendermi qualcosa, mi allontano e risolvo il problema, non sarebbe intelligente rispondere con la violenza contro una persona sotto l’effetto di sostanze che non oso neanche immaginare. Mi incammino per raggiungere il primo monumento nella “to see list”, cioè la Prašná Brána (Torre delle polveri).

 

Provo a entrare anche all’interno ma a un certo punto per continuare a salire si deve pagare: decido  che mi terrò i soldi per altri edifici per importanti. Esco e mi dirigo verso la Old Town Square e qua lo spettacolo è difficile da raccontare a parole: la piazza, gigantesca, è caratterizzata da un castello costruito nel nono secolo. Di fronte al castello si trova un orologio astronomico, che allo scoccare dell’ora in scena un piccolo spettacolo con delle statuine, spettacolare!! Incamminandomi tra le strette vie del centro storico, mi imbatto nel muro di John Lennon, con frasi sulla pace e sulla speranza delle fine della fame nel mondo (a tratti patetico, ma bisogna pur dare un messaggio di speranza, anche se poi i fatti non ci sono). Continuo il mio giro e inizio una salita infinita per la parte alta della città e qui trovo l’altro castello, che avevo notato dalla parte bassa della città ed è la sede del presidente della Repubblica Ceca: le guglie stile gotico si stagliano nel cielo. Fa molto caldo e infatti mi procuro una bottiglietta d’acqua. Qui avviene un fatto alquanto particolare, quanto piacevole: chiedo una foto a un ragazzo che avrà la mia età, lui sembra riluttante quando gli propongo di scambiare il favore, ma dopo un paio di chiacchiere gli faccio le stesse foto che lui mi aveva fatto un attimo prima.

 

Peter è inglese e mi sta subito simpatico, si è appena laureato in Scienze Politiche all’Università di Leeds e gira l’Europa insegnando inglese ai bambini in varie scuole, lavorando quindi per delle agenzie che organizzano questo genere di corsi per i fanciulli di età 6-12 anni. Mi racconta che è stato ad insegnare a Malta, in Polonia e in Repubblica Ceca. Che figata essere madrelingua, penso fra me e me.  Decidiamo di unire i nostri cammini e giriamo un po’ a zonzo per la città e raggiungiamo l’ex sede della Gestapo o delle SS (non ricordo bene). Ad una certa raggiungiamo un bar/parco con vista sulla città: qui incontreremo il mio host, Jakub, un 36enne che, come mi spiega, lavora all’osservatorio astronomico della città. Ci raggiunge su e Peter e lui si gustano una birra (26 corone: 1 euro per una birra da mezzo) e io una bottiglietta d’acqua.  Discutiamo di cosa visitare in città e altro e ad una certa ci avviamo verso il centro della “movida” di Praga, per quanto possa definirsi tale, viste le misure anti-Covid. Entriamo in varie barche-bar e ci beviamo qualche drink. Sono entrambi grandi bevitori, ma sembrano reggere i fumi dell’alcol senza problemi: Peter va avanti a birre, Jakub va avanti a Cuba libre. Per quanto riguarda i pagamenti, paga sempre Jakub, che chiaramente ha contanti nella valuta locale, e poi noi gli rimandiamo  i soldi su Paypal, pratico no?

 

 

Ad una certa ora ci avviamo verso casa e Jakub mi accoglie con molto calore: l’appartamento è piccolo, ma molto moderno ed accogliente. Devo stare in silenzio per un’oretta perché il mio host ha una videochiamata di lavoro importante. Successivamente ordiniamo un delivery e chiacchieriamo un po’ del più e del meno.

31 luglio 2020

Dopo una sana dormita, il mattino dopo Jakub mi accompagna fino alla fermata del tram dove lui va al lavoro e io mi dirigo alla ricerca di una moschea visto che oggi è Eid Al-Adha (festa del montone) e vorrei festeggiare con qualche mussulmano che vive qui. Al mattino non riesco a trovare moschee quindi continuo a visitare una parte della città simile a Venezia, caratterizzata da canali e mulini. Nel pomeriggio trovo una moschea e riesco a fare qualche preghiera con alcuni egiziani (solo in Italia è piano di marocchini) e apprezzo molto la loro ospitalità. Continuo il mio giro e mi incontro con Peter, il ragazzo inglese, con cui andiamo in riva al fiume e scopriamo delle statue molto strane.

Si continua a girare finché a una certa ci incontriamo con Jakub, che finito lavoro, ci propone di fare un giro col pedalò sul fiume Vltava (la Moldava) per ammirare il tramonto: idea molto piacevole, per neanche 4 euro a testa. La sera cucino una pasta per il mio host, che apprezza molto e più tardi gli propongo di ascoltare il mio nuovo pezzo (“Next to you”, andate ad ascoltarlo su Spotify, scusate per il self-advertisment 😊) e sembra apprezzare. Si va a dormire dopo la solita doccia rigenerante e preparo lo zaino per il giorno dopo: alle 18 parte il Flixbus per Amsterdam e non voglio sicuramente perderlo.

1 agosto 2020

Concludo il giro della città e con Peter convengo che ci saremmo sicuramente ritrovati da qualche parte del mondo (nei mesi successivi è stato mio ospite in Italia e io suo ospite in Inghilterra). Il Flixbus parte alle 6 di sera esatte e mi aspettano 12 ore di viaggio: attraverserò la Germania, ma senza fare tappe: in fondo in fondo non fa parte del mio itinerario. Il mio obiettivo infatti è Amsterdam: riuscirò a resistere a questa Odissea? Questo è tutto da scoprire, alla prossima!!

Mohammed Sadiq (Instagram: @momothalegend)

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