Giornata dei disturbi alimentari. Aumentano i decessi, 30% dei casi sono under 14 anni

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Si celebra oggi la Giornata nazionale dedicata alla sensibilizzazione su anoressia, bulimia, binge eating e gli altri disturbi della nutrizione e dell’alimentazione (Dna), denominata del fiocchetto lilla. Il numero delle persone (soprattutto giovanissimi) che soffrono di disturbi alimentari in Italia è in costante e preoccupante crescita: “Nei primi anni 2000 erano circa 300mila, nel 2025 sono stati oltre 3 milioni” dichiara Laura Dalla Ragione, direttore della Rete regionale Umbria per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione e docente al Campus biomedico di Roma aggiungendo che si tratta di una sottostima, perché molti non arrivano alle cure per mancanza di strutture o perché non hanno consapevolezza di essere malati.

Aumentano anche i decessi legati a queste patologie: 3.563 nel 2025 ed è la seconda causa di morte tra gli adolescenti dopo gli incidenti stradali. Il rischio di morte colpisce soprattutto chi soffre di anoressia restrittiva, che oggi non rappresenta più la maggioranza delle diagnosi di Dna, ma circa il 30% della popolazione ammalata, il restante 70% è costituito da bulimia nervosa e disturbo da alimentazione incontrollata. “In questo momento prevalgono le patologie del discontrollo, mentre l’anoressia è la patologia per definizione dell’ipercontrollo – spiega Dalla Ragione -. Oggi viviamo in un mondo che è più discontrollato che controllato. E la bulimia non riguarda solo il cibo: il discontrollo può essere riferito anche all’alcol o all’abuso di sostanze».

Si è abbassata l’età di insorgenza: circa il 30% dei casi riguarda ragazzi sotto i 14 anni, mentre i primi segnali di disagio possono comparire già tra gli 8 e i 10 anni. Emergono infatti le forme nuove, sfumate e miste: “L’Arfid (disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo), che non è legato all’immagine corporea ma a fobie o sensibilità sensoriali verso il cibo, le cui diagnosi sono triplicate negli ultimi due anni e che colpisce soprattutto (ma non solo) i piccolissimi; la bigoressia (l’ossessione per la massa muscolare) che colpisce soprattutto i maschi e i disturbi complicati da altre patologie psichiatriche, come la sovrapposizione tra i disturbi dello spettro autistico ad alto funzionamento e le anoressie nervose del genere femminile”, illustra Dalla Ragione.

La responsabilità dei social e degli standard estetici. Tra i fattori che contribuiscono a questa crescita c’è il ruolo sempre più centrale dei social network nella costruzione dell’immagine corporea. Piattaforme come Instagram e TikTok espongono quotidianamente i ragazzi a immagini di corpi perfetti, spesso filtrati o modificati digitalmente. Il confronto costante con questi modelli può generare senso di inadeguatezza e una percezione distorta del proprio corpo, soprattutto durante l’adolescenza, fase in cui identità e autostima sono ancora fragili. In molti casi nasce così un rapporto problematico con il cibo: diete drastiche, controllo ossessivo del peso, esercizio fisico eccessivo o episodi di alimentazione incontrollata. I disturbi alimentari non sono infatti solo una questione di alimentazione, ma il segnale di un disagio più profondo legato all’autopercezione e alla pressione sociale.