Morto per solitudine a Valli, il caso approda in consiglio comunale a Schio

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L'abitazione dove è stato rinvenuto l'uomo

Continua ad interrogare le comunità e le istituzioni sia di Schio che di Valli del Pasubio la terribile fine di Walter Dal Zotto, il 42enne morto da mesi senza che nessuno se ne accorgesse e il cui cadavere è stato trovato per caso dall’ufficiale giudiziario che era andato ad ispezionare l’abitazione, messa all’asta.

Il sindaco di Schio, Valter Orsi, che per primo aveva raccontato come l’uomo lo scorso anno, visitato dai servizi sociali scledensi si fosse rifiutato di aprire la porta agli operatori, ha chiesto alla struttura comunale un rapporto sulla vicenda, che approderà anche in consiglio comunale la prossima settimana con una domanda di attualità posta dal consigliere del Pd Giovanni Battistella.

“Da quanto si legge sui giornali – sottolinea Battistella – l’uomo soffriva di patologie depressive ed era anche stato in contatto con i servizi sociali del comune di Schio. Sempre dai giornali si evince che non è stato possibile intervenire per i servizi sociali del comune di Valli del Pasubio in quanto non avevano in carico il caso, non essendo il cittadino residente in quel comune, e non erano stati resi edotti circa la situazione particolare di disagio in cui viveva questa persona. Premesso che non ritengo sia possibile morire di solitudine nel 2018 in un paese civilizzato ed economicamente benestante come il nostro, considerato inoltre che non si può pensare che una persona non esista solo perché ha rifiutato gli aiuti di qualcuno, se ci definiamo una società che non lascia indietro nessuno allora lo dobbiamo dimostrare a partire da vicende come questa, perché non è possibile morire di burocrazia”.

Battistella spiega di non voler accusare direttamente nessuno, ma di essersi mosso “con l’intenzione di fare chiarezza e di porre un interrogativo su temi di grande delicatezza come questo e cercare di proporre una riflessione sulla nostra società e sul senso di solitudine che a volte si respira nella freneticità del nostro quotidiano”.

Nel dettaglio, il consigliere Pd chiede al sindaco e all’assessore Cristina Marigo “se fossero a conoscenza di questo caso particolare e se sì che cosa hanno fatto per evitare che accadesse il peggio; come mai in tanti mesi dal decesso nessuno abbiamo reclamato la scomparsa di una persona, perché è impensabile credere che qualcuno pensava fosse a Valli e qualcun’altro che fosse a Schio. Ammesso che la persona abbia rifiutato l’aiuto dei servizi sociali, è stato informato chi di competenza circa la situazione che si poteva creare? E come mai non sono stati informati i servizi sociali di Valli del Pasubio al fine di metterli a conoscenza che esisteva questo caso di disagio? Si poteva evitare il peggio o si pensa di aver fatto tutto il possibile per questa persona?”.

Domande che si fanno in molti in questi giorni e alle quali in molti aspettano una risposta.

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