Discarica abusiva, Colman attacca: “Amministratori faccia di bronzo”. La replica: “Ricostruzione distorta”

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Prima la scoperta di una discarica abusiva nel cuore del paese, poi la denuncia del proprietario dell’area e ora l’inevitabile detonazione politica. Perché dietro ai cumuli di rifiuti – pericolosi e non, materiale elettronico, veicoli fuori uso di provenienza ancora da chiarire – c’è una vicenda che i residenti di Piovene Rocchette segnalavano da mesi, mentre l’amministrazione e l’opposizione ora si rinfacciano ritardi, omissioni e meriti.

La miccia si accende dopo l’intervento della Polizia Locale, che nei giorni scorsi ha messo nero su bianco ciò che i cittadini denunciavano da tempo: non un semplice terreno incolto, ma un’area trasformata in un deposito illegale collegato a un’attività di demolizione non autorizzata. Una situazione che, secondo gli abitanti, aveva già prodotto infestazioni di roditori, escrementi nelle abitazioni, danni alle proprietà private. Da qui la polemica. A guidarla è Maurizio Colman, capogruppo di opposizione, che ricorda come già un mese fa avesse presentato un’interrogazione a risposta scritta, dopo che il 6 novembre 2024 diversi cittadini avevano inviato una PEC al Comune per segnalare criticità igienico-sanitarie e sicurezza urbana tra Piazza degli Alpini e le scalette verso Viale della Vittoria : “Per mesi – accusa Colman – non c’è stato alcun riscontro scritto da parte dell’amministrazione, né comunicazione di avvio del procedimento, né indicazione del responsabile, né interventi visibili. Ci vuole veramente una bella faccia di bronzo, dopo tutto questo tempo, intestarsi il merito di un intervento risolutore atteso e sollecitato in più occasioni quasi fosse una bravura. È questa l’operatività dell’ente nel rapportarsi ai cittadini di fronte a un problema?”.

Parole dure, che trovano immediata replica dall’amministrazione. L’assessore all’ambiente Daniele Sartore non nega tempi un po’ dilatati, ma ribalta la prospettiva: “Va detto che l’area era privata, per lo più nascosta all’occhio del cittadino, e che la prima segnalazione ricevuta da alcuni proprietari confinanti parlava di erbacce e rovi incolti. Circostanza che comunque non abbiamo ignorato e per la quale, compatibilmente con i tempi della macchina pubblica, ci siamo messi in moto sino all’esito di questi giorni”. Sartore insiste su un punto: la ricostruzione temporale: “Rispetto a segnalazioni di altro materiale abbandonato, è doveroso datarle  – e gli atti parlano – agli inizi di quest’anno. Poi la polemica fa parte del gioco, ma questi sono i fatti. Rassicuro, infine, sulla risposta che in settimana ho personalmente fornito alle comprensibili lagnanze dei cittadini oltre che sul fatto che non vi è alcun pericolo ambientale così come certificato anche da Arpav”.

A chiudere il fronte amministrativo interviene anche Marco Meneghini, capogruppo di Vivere Piovene, che non accetta l’idea che l’opposizione abbia avuto un ruolo determinante nel dirimere una questione in realtà già gestita: “L’ingegner Colman aveva già ricevuto risposta scritta con timing puntuale di quanto fatto dall’amministrazione. Non è certo per sua iniziativa che siamo arrivati al risultato di questi giorni, frutto di un lavoro seguito passo passo in tandem con gli altri interlocutori coinvolti. Nessuna volontà di trascurare o sottovalutare: parliamo di procedure e tempi che dovrebbero essere ben noti, specie a chi ha già ricoperto incarichi amministrativi”.

Discarica abusiva: gestore denunciato dalla polizia locale, sequestrata l’area

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