“DylanFotogrammi”: un viaggio tra poesia, musica e immagini nell’opera del Menestrello

Si prendano i suoi testi, tradotti in italiano. A questi, poi, si aggiungano le sue melodie. Il tutto, per chiudere il cerchio, accompagnato da una selezione di suoi quadri (non tutti, forse, sanno che egli è dedito anche alla pittura). Cosa si ottiene dall’amalgama di questi “ingredienti”? Il risultato è “DylanFotogrammi“, uno spettacolo che, come suggerisce inequivocabilmente il suo nome, è dedicato all’opera di Bob Dylan. A portarlo in scena sono Edoardo Gallo, la voce narrante, Luigi Catuogno, alla chitarra, e Luca Pighi, alle percussioni. Un’iniziativa di cui si è parlato con Gianni Manuel negli studi di Radio Eco Vicentino, in compagnia di Roberta Marta di Siggi Group.
Il progetto è frutto della grande passione coltivata da Luigi nei confronti del Menestrello: “Sono appassionato di Bob Dylan da sempre – confessa ai microfoni di “StartUp” -, da quando ero ragazzino. Ho studiato chitarra classica, e a fine anni Novanta ho avuto l’idea di adattare i brani di Dylan per questo strumento. L’ho portata avanti in varie forme, realizzando anche un cd qualche anno fa. Fino a che non mi è venuta quest’altra idea: fare uno spettacolo con i testi di Bob Dylan recitati in italiano, con sottofondo musicale e anche con la proiezione di quadri dello stesso Dylan”.
Un’idea alla quale Luca ha aderito immediatamente (“Mi è piaciuta da subito”, dichiara convinto). Ed è lo stesso percussionista a spiegare in cosa consiste lo spettacolo: “La nostra scommessa è quella di presentare un progetto nel quale l’opera di Bob Dylan viene scomposta nei suoi elementi costitutivi. Gli spettatori assimileranno così singolarmente le immagini, i testi, che sono delle poesie, e la musica. È un progetto molto particolare. Ambizioso, ma siamo tutti pieni di entusiasmo”.
“Chi verrà ad assistere allo spettacolo – continua Luca – non si deve aspettare un concerto di cover. Sarà qualcosa di molto sottile, alla quale bisognerà prestare attenzione, perché si tratterà di sfumature. Abbiamo cercato di lavorare su aspetti non tradizionali, anche se gli strumenti lo sono”. Il debutto ha avuto luogo lo scorso 27 febbraio al Time Cafè di Vicenza. “Al momento non abbiamo altre date in programma – rivela Edoardo -, però ne vorremmo fare. Perché è un progetto che non può morire in una sola serata”.
Ad ogni modo, aggiunge Luigi, “con questo progetto sto realizzando un sogno. Dylan è un personaggio che o lo ami tantissimo oppure lo odi. Io l’ho conosciuto leggendo un libro di sue traduzioni, e nel farlo mi è sembrato di entrare in un mondo fantastico”. Da qui la volontà di mettere in cantiere uno spettacolo grazie al quale, conclude, “si assisterà ad una testimonianza del nostro tempo, che nessun altro come Bob Dylan, secondo me, ha saputo fotografare con immagini verbali. Così come noi conosciamo il mondo antico attraverso Omero, l’Iliade e l’Odissea, tra duemila anni le persone arriveranno a conoscere il nostro tempo attraverso i testi di Dylan”.
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