Si è spento don Attilio. Icona del cinema San Gaetano, anima e insegnante del patronato

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Nel riquadro don Attilio Sasso mentre celebra una messa. Sullo sfondo la facciata del Cinema S. Gaetano

Di don Attilio ciascuno serberà il proprio ricordo. Chi di un biglietto staccato all’ingresso del Cinema S. Gaetano, chi per una delle sue solenni sgridate dopo qualche marachella, chi come insegnante di italiano severo ma posato. E chi, come sacerdote e come uomo, ha avuto modo di conoscerlo da vicino nel suo lato più intimo, di persona alla mano, disponibile e affabile con tutti. A piangerlo, dopo la notizia della sua morte improvvisa diffusasi ieri, i Padri Giuseppini del Murialdo e tutta la comunità di Thiene.

Generazioni di thienesi, ragazzi e di adulti, per decenni, hanno conosciuto don Attilio Sasso, originario di Laverda ma che molti immaginavano forse come un “pezzo inscindibile” dal Patronato, in particolare della sala cinematografica, come fosse nato e cresciuto insieme alla struttura nel cuore della città. E in tanti lo ricordano con il soprannome di “Gigante Buono“. Il cui cuore ha smesso di battere, dopo 84 anni, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi. All’alba di ieri il ritrovamento del corpo esanime del padre giuseppino, che negli ultimi tempi aveva sì dovuto fare i conti con problemi di salute connessi all’età avanzata, ma senza lasciar presagire una fine improvvisa.

A ricordarlo con parole commosse anche Anna Binotto, oggi giovane assessore del comune di Thiene e fino a pochi anni fa una dei bambini cresciuti tra le sale e il cortile del Patronato S. Gaetano, di cui don Attilio era pilastro e fondamento. “La mia famiglia ha frequentato a lungo il Patronato – racconta – non lo si può che ricordare come una figura storica, conosciuta da tutti e la definizione di gigante buono gli calzava davvero a pennello. Solo pochi giorni fa avevo chiesto notizie di lui e i padri mi avevano assicurato che la situazione era stabile. Mai mi sarei aspettata una notizia così triste”.

Un uomo che giorno per giorno offriva la testimonianza di Dio, svolgendola a suo modo e con un piglio d’altri tempi. Un educatore vecchio stampo, con un’apparenza ruvida e formale dietro la quale si nascondeva però ben altro, come si evince dai tanti messaggi di affetto nei suoi confronti in queste ore di cordoglio. “Aveva una stazza importante – continua Anna Binotto – era alto e robusto e faceva parte del suo ruolo porsi come personaggio un po’ burbero e severo. Sotto questo suo aspetto lui era un vero buono, alla mano e con sorrisi e battute pronte che dispensava a tutti”.

Una vita generosamente donata ai giovani nel ministero sacerdotale, nell’attività educativa e nell’incontro cordiale, amichevole e festoso con quanti ha incontrato sulla sua strada”. Così i confratelli hanno voluto salutare il compagno di vocazione e lungo instancabile servizio. A piangerlo anche la comunità parrocchiale di S. Giorgio di Perlena, località vicine alle sue origini dove si recava spesso, oltre alle centinaia di studenti che aveva contribuito a istruire ed educare. In altre parole, crescere. “Era una persona meravigliosa” e “una grande perdita” si legge in alcuni dei post in suo ricordo.

Il funerale si terrà lunedì prossimo, alle 15, in Duomo in centro storico. Il feretro riposerà nel cimitero della natìa Laverda a Lusiana.

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